Il diapason dell’essere

Ma io sono un dissacratore della natura umana, un funesto demiurgo, proprio come il Demiurgo di Cioran:

Qu’est-ce qu’un «contemporain»? Quelqu’un qu’on aimerait tuer, sans trop savoir comment.

…e ancora, sulla scia aforistica del Demiurgo, forse la frase che meglio racchiude la complessità e la ricchezza della natura umana:

La chose la plus difficile au monde est de se mettre au diapason de l’être, et d’en attraper le ton.

Infinita letizia della parola, candida e generatrice di collegamenti tra mondi distanti, tra musica e spiritualità, tra armonia ed esistenza, tra pace e guerra.

In fisica, quando non si conosce il funzionamento di un sistema (meccanico, idraulico, o di qualsivoglia natura), si applica un impulso all’ingresso che eccita i suoi stati interni per dare in uscita un segnale il cui contenuto armonico sia sufficientemente “ricco” per capire i processi propri del sistema.

Quello che si analizza altro non è se non la risposta del sistema ad un ingresso, in buona sostanza, una sua reazione a qualche fattore esterno. E per rendere più ricca l’uscita, occorre dare un impulso più ricco in frequenza (cioè con uno spettro in frequenza ricco di armoniche). Solo in questo modo è possibile capire il funzionamento di un sistema fisico di cui non si conosce il comportamento (perché non se ne conosce il modello).

Alcune volte però, impartire un impulso siffatto, seppure ricco in frequenza, non genera un’uscita che tenga conto di tutti gli stati interni del sistema che si sta eccitando (nella teoria dei sistemi dinamici, questa tipologia si chiama a stati non osservabili).

Ecco.

Immaginare l’uomo, la sua natura, come un sistema fisico estremamente complesso e non completamente osservabile è quello che forse Cioran aveva intuito quando parlava di quel tono da afferrare, al diapason dell’essere.

È lì che vorrei fermarmi, a quando il diapason dell’essere è stato fatto vibrare per la prima volta, e rimanere fisso davanti all’onda dell’esistenza che iniziava a propagarsi nel tempo.

Fermo lì davanti a vivere per sempre quell’istante: con la coscienza appena accesa e incapace di comprendere.

Incapace di comprendere.

Per sempre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: