Farà brutto, farabutto!

Contrariamente a quel che si dice sul conto di Elton Giòn Uein, il suo rapporto con i cavalli non è esclusivamente sessuale.

Le sue galoppate continue ed incessanti, nonostante i noti problemi di emorroidi, portavano il giovane Giòn a trovarsi faccia a faccia col crinierato nitrente quadrupede. Di solito Giòn cercava di trovarsi nudo di fronte a Filippo, il suo cavallo, ma si vergognava delle dimensioni eterogenee dei suoi sette capezzoli.
Nelle passeggiate equestri, Giòn non si preoccupava delle diatribe tra i suoi piccoli amici…

Due si lamentava sempre dei peli di Cinque, troppo vicini ai suoi oculi.

Cinque, calibra il tuo fastidioso pelame! Non ne posso più di generalizzare sotto l’etichetta di black bloc quei dannati tirapietre violenti o nolenti! E i tuoi peli non mi sono affatto d’aiuto!“, urlò Due pieno d’olio.

Capezzolo ciccione col capello alla Elvis, non smarmarmi la vita e smettila di importunare Uno col tuo sosto telebrivido!” , rispose di tutto l’unto il signor Cinque.

Dai ragazzi, non fate i ragatsini e smettetela di litigare o mi vedo costretto a chiamare il carabinier Capezzone!“, disse Tre da sotto l’ombelico del mondo.

Capezzone era anche conosciuto col pratico nome di Sei.
Era brutto e testardo e odiava tutti gli altri capezzoli più belli di lui: cioè tutti. Aveva una pelliccia irta e setosa e un timbro di voce così forte e fastidioso che anche padron Giòn era in grado di sentirlo.

Ad un tratto un’ombra capezzolica si stagliò sul petto vile e villoso di Elton Giòn Uein: “Questa sarà la mia piccola vendetta lombarda!“, così dicendo Capezzone Sei si scagliò contro capezzolo Due.

Dai dagliene di sbiffe su quel prusto rondante che si trova attaccato al collo! Un fastellone piazzato forte contro gli schermi e una zaretta apostata dritta nel gorgante!“, disse Cinque incitando il già adirato Capezzone Sei.

Nel mezzo della mischia capezzodontica, la pelle di Elton Giòn Uein si spostava a destra e a mancina, subissata dagli animi rivoltosi dei suoi capezzoli Black Bloc. E sbim e sbam e bombeammanoetricchettracche! Fior di insulti che volavano supportati dall’enorme vocione di Capezzone (ormai assurto al ruolo di capo capezzolo), e tonnellate di microinsulti che però non potevano essere sentiti da Giòn.

Smettetela, porco schifo! Non è possibile che continuiate a fare tutto questo macello sul mio petto! Capezzone, prendi tu le redini della protesta psicosociale capeggiata da te stesso, e se puoi, cerca anche di suicidarti con quella fiala di eutanasia!“, tuonò Elton Giòn Uein.

Non mi piegherò mai ai tuoi ordini soltanto perché appartengo col mio corpo a tutto il tuo corpo. Non lo farò! Che tu lo sappia! Piuttosto utilizzerò la mia arma secreta: il lattette, l’unico latte che esce senza tette.“, rispose Capezzone con tono di sfiga.

Sperturgliagli la vita a quel furfronte arganato di Elton Giòn Uein! Piuttosto moriremo tutti insieme al suo corpo, ma non ci arrenderemo mai a quel zumberba a forma di pianista omosessuante!“, incitò Cinque senza alcuna remora remotti.

Nel frattempo però sul petto del povero Giòn, completamente martoriato dagli scontri, la lotta imperversava ovunque. Filippo lo guardava con tono interrogativo, ma era ormai sicuro che oggi non avrebbe potuto fare l’amore col suo giovane Giòn.

Filippo, non guardarmi con quel muso lungo! Reprimerò la rivoluzione di Capezzone in un bagno di sangue e poi mi spoglierò davanti a te concedendomi al tuo fortunato randello! Non temere, posso fare che farcela! Lo sai che preferisco i tagliolini al pesto ancor di più rispetto al furlong al forno con le patate…“, sussurrò Giòn all’orecchio del suo equino amante.

Ihhhhhhhhhhhhh“, nitrì Filippo!

Tesoro mio… sei sempre così dolce nelle tue effusioni d’amore! Sempre così pieno di ogni pen diddio! Profondo e al tempo stesso… profondo! Tenero e al tempo stesso duro comepiaceammé! Insomma nelle tue parole ci leggo l’amore di svariati centimetri, ma come fai, come fai?!?!?!?“, e così dicendo Giòn impazzì di dolore e si mise a piangere singhiozzando.

“Ihhhhhhhhhhhhh”, lo incalzò Filippo.

Am…mmore mmm..io pppperché mmmmi dici qqques….to?“, piagnucolò Elton Giòn Uein.

Ihhhhhhhhhhhhh“, rispose Filippo.

NON PUOI FARMI QUESTO! E’ da ventordic’anni che procediamo con questo rapporto ed io ti sono sempre stata fedele! Non puoi farlo! NON PUOI FARLO! NON PUOI FALLO!“, urlo Giòn disperato.

Ihhhhhhhhhhhh“, rincarò la dose Filippo rimanendo fermo sulla sua posizione.

E’ così dunque… ti taglierai il pene per venderlo al mercato del pesce solo perché sei un goloso di sashimi! Questa è l’essenza del tuo ardore che mi bagna di sudore senza pudore col candore del rotore nel motore del reattore del trattore col fattore amico del pastore senza odore ma con furore. Con l’amore per il pudore del furore nel fattore del trattore con candore nel rotore di sudore pieno di pastore nel reattore. Col pastore intriso di sudore nel reattore del trattore col motore del fattore con l’odore di pudore. Ed il reattore con furore di sudore nel candore…“, il cielo d’un tratto si fece color panna. Un gemito misto ad un urlo delirante di poesia nera si impietosì del volto di Elton Giòn Uein che stava piangendo rose di fuoco dagli occhi. Il mondo dei capezzòli si era finalmente rivoltato nella tromba delle scale pentatoniche.

Il nero lasciava spazio al blu, lassù nel cielo. Ed ora il lattatte sgorgante dalle teste dei capezzòli di Giòn Elton Giòn Uein sommergeva di bianco tutta la volta celeste blu.

Capezzone gridava furioso, inneggiando alla rivoluzione sociale dei tirapietre scapestrati no-tac (quelli del movimento contro la tomografia computerizzata). Urli, rutti e diTuttoUnPòEUnaDora si alternavano con sgomento e sgobocca in ogniddove. L’uva passat non era più come una voltaren.

Quello fu il giorno del giudizio. Il giorno in cui il bianco ripulì l’umanità di tutta la sua pentecostale analità. Il nero cedette il passo al blu. Il blu cedette il passo al bianco. Il bianco cedette il passo alla vita. La vita cedette il passo alla morte.

La morte cedette il passo a Daniele Capezzone.

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One response to this post.

  1. Quel riferimento all’avanguardia costruttivista russa del XX secolo è stato un glande tocco di glasses, complimentos!

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