Deumanizzazione e rispetto per gli animali

[…]

Un altro significativo indizio [della deumanizzazione, ndr] è l’analisi del rapporto che la nostra specie ha instaurato con le attuali scimmie antropomorfe: scimpanzé, gorilla e orango. La distanza tra noi e questi pongidi è indubbiamente maggiore di quella con l’uomo di Neanderthal; è però opportuno ricordare che condividiamo il 98% del nostro patrimonio genetico con lo scimpanzé. Nonostante ciò, e nonostante il fatto che diversi studiosi ritengano che la nostra specie e le scimmie antropomorfe andrebbero riunite nello stesso genere, il nostro rapporto con questi primati è, ed è stato, di un solo tipo. Li teniamo nei nostri zoo, perché la loro vicinanza biologica e comportamentale ci incuriosisce, ma nei paesi dove i nostri territori si sovrappongono, da sempre il rapporto è solo alimentare: i primati costituiscono la parte principale del bush-meat, carne della foresta.

La deumanizzazione delle specie di ominidi diverse dalla nostra può essere considerata l’inizio di quel fenomeno radicale che ha contrassegnato l’intera storia dell’umanità. Possiamo quindi fare l’ipotesi che le prime, cruciali, deumanizzazioni abbiano riguardato l’incontro tra la nostra specie e gli altri ominidi, che il mancato riconoscimento di una comune umanità abbia concorso all’estinzione delle altre specie e alla costruzione della nostra specie come di un unicum.

[…]

da Deumanizzazione – Come si legittima la violenza di Chiara Volpato

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