Coming out

Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!

Non esiste espressione più terrorizzante ed al tempo stesso disgustosa di coming out. Uscire fuori, rivelarsi, palesarsi, rendersi pubblico. Utilizzato per lo più per l’ammissione di fronte ad un pubblico, di essere omosessuali.

Ma uscire fuori da cosa? Rivelare che cosa?

Pare che chi abbia un orientamento sessuale diverso dalla massa sia rinchiuso dentro una scatola e che faccia scalpore la notizia che ad un certo punto della sua vita decida di venirne fuori, di uscire appunto dalla scatola (ma a questo punto mi domando anche se ad essere “relegato/a” dentro qualcosa è lui/lei o la società stessa che impone la separazione). Di rivelare ciò che c’è dentro.
E’ un’espressione discriminatoria che non lascia dubbi sull’abuso del linguaggio da parte dei media che influenzano direttamente ed indirettamente la società col loro parlare viziato.

Smettetela di parlare col cervello scollegato. Smettetela di utilizzare queste espressioni: mi viene il vomito e le trovo decisamente di cattivo gusto.

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