Rosso di Vergine

A volte mi chiedo se il romanticismo non sia soltanto un modo per vestire bene gli istinti. Tanti sono i motivi che mi fanno pensare. Pochi quelli che mi fanno dubitare. Restare davanti a un muro bianco e azzerare i pensieri. Ma chi ci riesce?

Stavolta ci riesco, guarda! Guarda che bello quel dubbio!

Ma sto parlando solo con me stesso e come posso fare un discorso senza ragionare? Scrivendo caso a parole. Dire sento qualcosa posso che che senza qualcosa non. Aprile.

I letti vuoti hanno un potenziale, una carica erotica, ergodica. Io amo i letti vuoti. E amo l’amore. Amare l’amore: la ricorsione eccelsa! Allora mi metto di nuovo davanti a quel muro bianco. Il cuore non mi batte, ma io lo prendo a pugni ed il sangue ricomincia a fluire. E adesso che scorre, riempie le vene di rosso. So che posso tagliarmi e lo faccio. Io sono curioso, lo capisci? Ci sono cose che vanno aperte per vedere come sono fatte dentro. Trovo la mia risposta. Talvolta è strana, inattesa e inaspettata. Tanto inaspettata quanto più uno se l’aspetta. Tanto lo so che romanticismo vuol dire nulla. La verità è che i concetti sono vuoti. Ti sei mai chiesto cosa significhi vita, te lo sei mai chiesto? Torno a farti notare che la vivi quella che chiami vita. Tanto la vivi e tanto la ami ma se ti chiedo: “cosa significa vita?”, tu non mi sai rispondere. Resto convinto allora che il nulla è proprio il mio tutto! Torno al mio pensiero iniziale. “Le restituisco il valore che si merita, oh pensiero!”

Romanticismo non vuol dire nulla. La prova che vuol dire tutto la sento forte dentro. Rovisto tra le mie carni e ci trovo una scatola a forma di cuore rosso. Soltanto aprendola potrò avere la certezza di essere un Principe e non già uno stornello. Lo vedo scritto su quel muro che adesso da bianco si colora di colori a più non posso! Solo che non riesco ad aprire la scatola-a-forma-di-cuore. “Regalale un sorriso e lei si apre“, viene scritto contro il muro e allora capisco. Come ho fatto a non vederlo quando andava visto? Torno indietro nel tempo, a quell’abbraccio… d’amicizia? A vederlo adesso no: è proprio carico di rosso!

So che posso contare su quello che la scatola nasconde avidamente. Te pensa? Credevo che il vuoto fosse pieno e viceversa. Sai a cosa mi riferisco, vero, muro? Rompi i tuoi indugi, accarezza il sentimento puro e casto. Tasto che dal nulla è premuto a fondo. Domando a chi mi guarda un secondo per pensare pienamente. Te, se Le chiedessi se il romantico esiste, avresti come risposta un bel: “NO!”. O forse un sì, esiste? Stesso punto di partenza. Pazienza ci vuole, hai capito? Torno a guardare il muro e trovo scritto: “Amami e lascia stare le paure”. Pure tu hai ragione. E stavolta le lascio fuori davvero; rompo gli schemi della razionalità e ci trovo la chiave per aprire quella scatola rossa. Sai cosa faccio adesso? So che vorresti che la aprissi. Sì, dovrei ma non lo faccio. Io prendo la chiave e la getto via. Ah che decisione, folle! E allora urlo: “Sei te che voglio! Solo te!”. E poi sorrido, lo sguardo molle. E adesso la scatola la prendo e si apre da sola: “Hai trovato in me l’amore, e non chi ti consola!”

La prendo per mano e non ritorno più senza di Lei.

Anyway – Télépopmusik

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