Grazie Eugenio

Dove se ne vanno le ricciute donzelle 
che recano le colme anfore su le spalle 
ed hanno il fermo passo sì leggero; 
e in fondo uno sbocco di valle 
invano attende le belle 
cui adombra una pergola di vigna 
e i grappoli ne pendono oscillando. 
il sole che va in alto, le intraviste pendici 
non han tinte: nel blando 
minuto la natura fulminata 
atteggia le felici 
sue creature, madre non matrigna, 
in levità di forme. 
Mondo che dorme o mondo che si gloria 
d’immutata esistenza, chi può dire?, 
uomo che passi, e tu dagli 
il meglio ramicello del tuo orto. 
Poi segui: in questa valle 
non è vicenda di buio e di luce. 
Lungi di qui la tua via ti conduce, 
non c’è asilo per te, sei troppo morto: 
seguita il giro delle tue stelle. 
E dunque addio, infanti ricciutelle, 
portate le colme anfore su le spalle.

                              Sarcofaghi – Eugenio Montale

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