Medusa

C’è bisogno di solitudine.
Bisogna crearsi uno spazio di possibilità infinite, dove il tempo prende la forma di una catena di note scorrelate, scombinate.
La musica non è niente senza i silenzi tra le note.
Bisogna essere anche silenzio umano e questo ce lo può dare soltanto la solitudine che dobbiamo cercare senza la paura di restare soli.

Siamo le note su un pentagramma.
Siamo delle semicrome.
Siamo in due, unite per le code.

Siamo su diverse linee.
Scorriamo in avanti, sempre, con lo scorrere del tempo,
che più passa e più ci allontana dalla chiave.

E così, a volte, dimentichiamo quale sia la chiave e dimentichiamo, con essa,
anche come dobbiamo suonare, rischiando di sbagliare l’intonazione di noi stessi.
Ma il tempo non ci aspetta.

E da semicrome, diventiamo crome.
E da crome,
semiminime.

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