Dilemma

Catlins Coast - New Zealand - December 27, 2012

Catlins Coast – New Zealand – December 27, 2012

Ci sono cose nella mia vita che ho lasciato, sposandone altre e poi accorgendomi di essere migliore in quelle nuove?
Me lo domando perché quando si vogliono operare delle scelte, quando si è sul punto di operare dei cambiamenti sul proprio modo di vivere, la cosa che continua a rimbalzare in mente è una: il futuro con un bel punto interrogativo subito dopo. Sarebbe cento volte più bello metterci un punto esclamativo. E invece io, per una volta indistinguibile dalla gente, lo vedo come una domanda. Come se esistesse una risposta. Come se esistessero veramente le domande. Ma cos’è una domanda? Causa, effetto. Metabolismo, duplicazione. La gallina e l’uovo. Il dilemma (proposizione doppia, dal greco, che non ho mai studiato ma che internet mi regala la conoscenza, aiutandomi a sedare la mia ossessione per l’etimologia).
Insomma la risposta alla domanda è già nascosta dentro la domanda. Se è possibile formulare una domanda, allora esisterà sempre una risposta. E questo, quando potrei sentirmi perso, mi aiuta a sentirmi tutelato da una coscienza sempre accesa, da una conoscenza globale. Il fatto che una domanda contenga sempre una risposta è la soluzione perfetta al dilemma della vita.
Quando ho smesso di studiare pianoforte ero bravo. Ero piccolo, gli ormoni giocavano brutti scherzi e ho abbandonato lo studio del piano per buttarmi sulla tastiera elettronica. Ho iniziato a suonare in un gruppo e ho proseguito suonando la tastiera, con quello sfondo di studi classici che mi hanno portato a comporre delle melodie rock con un sapore classico. Bello è stato il passaggio, un salto che ha migliorato la mia esperienza. La risposta alla domanda iniziale già era pronta. Ero comunque affascinato dagli strumenti a corda “visibile”, come la chitarra. Il pianoforte, al contrario, nasconde le corde, che ci sono, ma le utilizza per provocare delle vibrazioni con i martelletti collegati meccanicamente ai tasti. Il pianoforte è domanda e risposta, è ossimoro. Il pianoforte è la definizione esatta della vita. Peccato che non l’avessi capito quando ero troppo piccolo. Così, più tardi, ho scelto di imparare a suonare la chitarra. Ho lasciato un ambito di conoscenze per un altro. E così ho iniziato a strimpellare riff metal, tra un’equazione di secondo grado e l’altra. Era un bel periodo, il tempo sembrava infinito, così come le giornate; adesso sembrano scorrere così velocemente che mi sembra di essere lanciato dentro un buco gravitazionale. Tuttavia ho imparato molto mentre suonavo, soprattutto con l’aiuto degli studi di base di musica e solfeggio che avevo portato avanti da piccolo. Prima la chitarra classica, poi quella elettrica. E adesso mi ritrovo a comporre pezzi per chitarra nel mio attuale gruppo. E ho ripreso anche a suonare la tastiera. Ma tornando alla domanda: sono migliore nelle cose nuove? Praticamente è così.

Questo è l’inizio della scrittura di quel punto esclamativo che ho deciso di sostituire all’interrogativo alla fine del futuro.

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