A Japan diary – Day 2

15.08.15 – Tokyō

Arrivo a Tokyo. C’è un caldo piuttosto forte che quasi mi soffoca, eppure la cosa non mi disturba. Prima ancora di sentirlo il caldo, l’ho visto. Appena fuori dall’aereo si vedevano persone che correvano da tutti i lati per le operazioni di routine all’arrivo in aeroporto. Mi spingo fino al nastro che trasporta le valigie e attendo il mio zaino.

Osservo.

Shinjuku, Tokyō - Japan - August 16, 2015

Shinjuku, Tokyō – Japan – August 16, 2015

Il silenzio dell’aeroporto di Tokyo è sublime. Ve ne sono di persone eppure si sentirebbe il battito d’ali di una farfalla in quel posto. Recupero lo zaino, esco dagli arrivi, mi trovo di fronte a tante scritte per me sconosciute. Dovrei trovare il modo di recuperare il Japan Rail Pass che poi utilizzerò in modo massivo nel corso dei giorni seguenti.

Dopo una serie di vicissitudini, riesco a recuperare il JR Pass, quello che copre tutto il Giappone. Il successivo lo recupererò al nord per utilizzarlo nell’ultima parte del viaggio.

Asakusa, Tokyo - Japan - August 16, 2015

Asakusa, Tokyo – Japan – August 16, 2015

Entro nella metro con la Suica card (c’è un pinguino sopra, ma che fico!). Mi dirigono verso Asakusa, zona del mio hotel e zona del tempio Senso-ji, il più significativo di Tokyo. Appena arrivato, respiro un’aria estremamente tranquilla. Non credo di aver mai viaggiato nel mondo con questa sensazione addosso. Sembra di stare a casa, ma non nella casa metaforica, sembra proprio di essere dentro casa mia, anzi di più, dentro la mia camera.

Ordine, calma e pulizia.

Le mie orecchie vengono pervase subito da una sensazione di conoscenza/misconoscimento. Mi pare di capire senza avere assolutamente idea di ciò che stiano dicendo le persone che mi stanno attorno. Parlano una lingua lontana. Più che una lingua, una melodia per il mio cervello che percepisce i suoni senza processarli nel modo corretto per rendere loro il giusto significato (giusto per me).

Mi perdo sotto una struttura di legno, ai lati due statue, anch’esse di legno. Mi perdo su un piccolo ponte di pietra, sotto delle carpe belle grandi occhieggiano il cielo da poco sotto l’acqua in cerca di cibo divino. Mi perdo nei vicoli dagli ideogrammi stampati a chiare lettere fosforescenti che penzolano da palazzi bassi e dalle insegne dei negozi. Bar giapponesi. Tante macchinette automatiche che distribuiscono altrettante bevande o robacce da mangiare. Entro ed esco dall’hotel. Entro nella metro e vado a Shinjuku a vedere ancora più luci. Odio la tecnologia, ma qui mi sembra l’unica via per sopravvivere agli spazi angusti, rapidi e ristretti della perfezione della vita metropolitana. Eppure mi sento a mio agio. Il fuso orario gioca brutti scherzi.

Asakusa, Tokyo - Japan - August 16, 2015

Asakusa, Tokyo – Japan – August 16, 2015


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