A Japan diary – Day 11

24.08.15 – Miyajima, Matsuyama

L’arte è questo: scappare dalla normalità
che ti vuole mangiare.
Stefano Benni, Margherita Dolcevita

C’è un bel tempio a fianco del ryokan.
E la mattina è così dolce da accompagnare una passeggiata per le scalinate del Daishō-in. Di qui a poco lascerò l’Honshu per raggiungere l’isola Shikoku, più a sud.

Il tempio è arroccato su una parete della collina e sale, ripido, verso la vetta senza raggiungerla. La sua peculiarità e quella di avere tantissime statuette di divinità sparse per il percorso, e ognuna di queste ha in testa un berretto di fattura e colore differenti.
Si respira un’aria appena umida, un torrente corre al fianco delle scalette, ignaro che andrà a riversare la sua acqua proprio sotto al torii in mezzo al mare.

Miyajima - Japan - August 24, 2015

Miyajima – Japan – August 24, 2015

Mi dimentico dell’ora; starei volentieri a osservare ogni piccolo dettaglio di quel posto pieno di pace e tranquillità, senza nessun turista intorno. Ma sto per tornare dalla parte della riva di Hiroshima per prendere il treno che mi porterà a Matsuyama. Di quanto tempo avrei bisogno per sentirmi parte di un luogo? Probabilmente ci vorrebbe una vita per ogni posto che visito. Ogni giorno, una vita. Impossibile e per questo, inevitabile pensiero da inseguire.

Daishō-in, Miyajima - Japan - August 24, 2015

Daishō-in, Miyajima – Japan – August 24, 2015

Il tempo peggiora, mentre mi dirigo verso il molo per prendere il traghetto. Trovo una caffetteria che sembra appena uscita dagli anni ’80, piena di dolci e di pane di tutti i tipi. Non mi è capitato ancora di avventurarmi nei prodotti da forno giapponesi. E sono anche quasi due settimane che non mangio pane! Non che mi manchi, ma sono proprio curioso. Scelgo a caso alcuni di questi, salati, con pomodoro e melanzane. Poi, preso dalla curiosità, prendo tre dolci, alcuni simili a croissant, altri da forme più “giapponesi”, come le palline di riso infilzate in uno spiedino.

Dogo Onsen, Matsuyama - Japan - August 24, 2015

Dogo Onsen, Matsuyama – Japan – August 24, 2015

Il traghetto sta per partire. Fuori il mare sembra calmo, ma di un calmo che sembra promettere una rapida variazione di tendenza verso l’ostile. Il cielo è grigio, ma non piove. Nonostante questi presagi, il viaggio è tranquillo. Non c’è molto rumore sul ponte e gli altri passeggeri (pochi, per la verità) sono silenziosi e per la maggior parte dormono, sdraiati sulle comode sedie.
Arrivo a Matsuyama, e subito piove.
La stazione si raggiunge prendendo un bus che in 5 minuti mi porta al treno e, da lì, raggiungo il centro di Matsuyama. Con i due zaini in spalla, mi muovo a passo lento ma deciso verso l’ostello. Non conosco la strada e passo di fronte ad un edificio che mi ricorda qualcosa di rivisto. Sì! Si tratta del castello de La città incantata di Miyazaki! Mi accorgo di essere proprio di fronte al Dogo Onsen, uno degli onsen più antichi del Giappone. Affretto il passo per andare a mollare lo zaino, farmi la doccia per poi iniziare l’esplorazione di Matsuyama.

Matsuyama - Japan - August 24, 2015

Matsuyama – Japan – August 24, 2015

La città è tranquilla e carina. Non ci sono turisti occidentali e l’unico occidentale che vedo è il ragazzo (presumibilmente australiano) dell’ostello. Prima di immergermi nelle acque bollenti del Dogo Onsen, vado a far visita alle cicale del parco Dogo, a pochi passi dall’onsen. Le cicale in Giappone sono enormi! Ne ho già viste altre, ma non mi stanco di vederle e sentire il loro suono; quel suono che ho sentito tantissime volte mentre guardavo gli anime di Neon Genesis Evangelion (per citarne uno). Quel suono che ho sempre pensato fosse un’esagerazione degli sceneggiatori, qualcosa che non esisteva se non nella realtà dei fumetti. Quel suono è qui, sotto forma di un insetto simpatico ed elegante. Ciò che stupisce è che la cicala che ho davanti, qui al Dogo Park, ha una specie di zaffiro in mezzo alla fronte.

Matsuyama - Japan - August 24, 2015

Matsuyama – Japan – August 24, 2015

Vorrei capirne l’utilità ed il perché è così bella quella cicala con quella perla. Quanto vive una cicala? Quando arriverà l’inverno sarà già morta? Passeggio in mezzo a singolari statue di pietra cercando di raggiungere un tempio distante qualche chilometro dal Dogo Onsen. Camminare in Giappone, ovunque tu vada, è sempre un piacere. Le persone sono molto riservate ed i loro sguardi curiosi si lasciano stregare dalla diversità dello straniero in maniera piacevole e sottile. Non capita di sentirmi osservato, ma mi sento accolto. Ecco, lo sguardo delle persone in Giappone è accogliente. Se devo pensare a cosa, fino ad ora amo di questa terra è proprio il senso di pace ed accoglienza che mi trasmette il solo fatto di essere qui, accettato ed invitato a calpestare il suolo dalle persone che abitano questa bella isola.

Matsuyama - Japan - August 24, 2015

Matsuyama – Japan – August 24, 2015

Oggetti animati pelosi a quattro zampe si avventurano in mezzo alle tombe e, indisturbati, restano a fissarti. Ti attirano a loro fino a 4, 5 metri e poi scappano, se osi avvicinarti qualche passo in più verso di loro. Neko-chan (猫ちゃん). Sono schivi e bastardi anche qui in Giappone. Sono sempre abbastanza invidioso della loro capacità di poter raggiungere qualunque posto loro vogliano, indisturbati. Anche qui non fanno eccezione e non si sforzano di mimetizzarsi tra le lapidi. Il colore di un gatto mi colpisce: è nero come le scritte verticali delle lapidi. Mi osserva con curiosità e, come mi punta gli occhi addosso, riesco ad individuare un’analogia tra i suoi occhi e quella specie di due crocette che si trovano nel kanji di neko. Sono pochi gli ideogrammi giapponesi che riesco a riconoscere, ma dopo quello sguardo. Il kanji di “gatto” lo ricorderò con facilità.

Matsuyama - Japan - August 24, 2015

Matsuyama – Japan – August 24, 2015

Salto nell’onsen e mi lascio sciogliere dentro le vasche di acqua bollente. Appoggio il piccolo asciugamano piegato pieno d’acqua fredda (sarà una buona abitudine?) sopra la testa emulando ciò che fanno gli altri frequentatori dell’onsen. Godo del piacevole calore e della sensazione di benessere che dall’acqua penetra il mio corpo.
Prima di entrare mi sono lavato, bene, come si usa qui. È una forma di rispetto quella di lavarsi prima di immergersi nell’acqua di una vasca dove poi entreranno anche gli altri. L’ennesimo esempio di un’abitudine che regala a questo popolo un altro primato (oltre a quello del rispetto e della estrema cortesia), ossia quello della pulizia (maniacale!!!).
Credo di non esser mai stato così pulito in vita mia.

Matsuyama - Japan - August 24, 2015

Matsuyama – Japan – August 24, 2015

Non credo che molti stranieri abbiano visitato Matsuyama. Mi sento privilegiato ad aver scelto questa meta e sento che il viaggio mi sta portando sempre più vicino al cuore del paese. Sento che la mia è soltanto una sensazione e che di fatto, non lo raggiungerò nemmeno lontanamente. Eppure continuo a cercare, continuo a muovermi come se potessi svelare i segreti e le curiosità che si celano sotto i cieli del Giappone.

È tardi.

Una cameriera in kimono accompagna un cliente alla porta. La scena di per sé non ha nulla di particolare. Eppure voglio riviverla ancora continuamente, come se quella porta non si dovesse chiudere mai.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: