Resilienza

Dammi un colpo. Resisto.
Desisto dalla mia attività di salvatore delle anime dannate perché deboli. Discepoli vorremmo essere nati, non tutti gli umani però. Ero convinto di questo fino a poco fa, ma poi mi sono concesso il beneficio del dubbio e ho capito che è sì, possibile estrarre l’anima anche al più nero assassino, ma è più difficile cambiare un’idea.

Amantaní - Novembre 2011

Amantaní – Novembre 2011

A questo punto ho capito che la strada intrapresa era quella giusta. Tanto vale continuarla a percorrere, no? No. Non è così che penso a me stesso, una delle poche volte che lo faccio. Io, parola che non echeggia attorno a me anche se il mio io c’è e si sente. Te, è più importante di me, in questa inutile orgia di rispetto. E t’ho fatto un dispetto stavolta, a te? A me stesso? Soltanto il tempo che lascia evaporare tutta l’acqua diluita con acerbi segreti, lasciandoli evidenti lì in fondo alla vasca dell’anima. Avevo bisogno solo del tempo per lasciar evaporare tutto e guardare a fondo, senza il dubbio dei riflessi. Sì, ma stavolta mi è bastato percepirlo il fondo, senza toccarlo con le mani. Il solo osservarlo mi ha trasferito in baratro ancora più grande, fatto di lacrime di disperazione. Ne riconosco il fallimento, se mi guardo allo specchio. Io che volevo amare, non amo più e sono amato. A torte in faccia dovrei prenderti, anzi… prendermi! E mi struggo per ciò che invece è rimasto nella vasca che avrei pulito volentieri se le pareti non fossero state così ricoperte di menzogna. Gogna, alla quale sono esposto di fronte ad un pubblico pagante fatto di un numero incommensurabile di me stessi. Tessi una trama molto fitta per cullare la bellezza e la dannata sua giovinezza, ci misi tutto il mio cuore dimenticando delle ferite che portava seco. E così torno a sanguinare piacevolmente da una ferita già aperta, conscio del fatto che ho perso, che, stavolta, non ho salvato né redento proprio nessuno. Non vedo a cosa sono attaccate le mie mani, forse collegate ad una rete ancora più fitta di quella che ho già tessuto, di colpe.

Perché non si è sublimata? Tanta la differenza tra l’essere sublimato ed il non esserlo! Lo sento che è troppa, esageratamente forte e sprezzante di qualsiasi sincero sentimento umano.

Non capisco dove sei, sublimata bellezza di donna, no. Non voglio neanche più saperlo, stavolta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: