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Strasburgo - Agosto 2007

Strasburgo – Agosto 2007

 

Il mondo fa schifo perché la gente non si abbraccia.

Se il mondo vi fa schifo, abbracciatevi di più.

Se vi fate schifo, abbracciate un albero.

Altrimenti andatevene affanculo.

Acheropita

Acheropita

Acheropita

Acheropita è appena entrata a casa. Acheropita da oggi ascolterà la musica che ascolterò. E sentirà gli odori della roba che cucinerò.
Thoreau ci insegna bene il perché sia giusto andare nei boschi, ed è per questo che forse gli umani tentano di portarsi i boschi dentro casa.

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici. H.D. Thoreau

Trasformare il mondo in cristallo.

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Traslasierra – Argentina 2017

Il poeta, secondo Emerson, è in grado di trasformare il mondo in cristallo; è colui che attinge dalla semplicità originaria, ed è in grado di suscitare autentica energia creativa.

In virtù della possibilità di attingere a questa semplicità originaria e della concezione secondo la quale un pensiero arriva a porre un’essenziale correlazione e conformità fra l’uomo come microcosmo insieme con l’universo come macrocosmo, vi è una similitudine con la visione platonica della realtà.

Emerson ama la Natura, in quanto equivalente sensibile dello spirito. La civiltà, invece è complicata e tortuosa, è decadenza e il tempo della città  è scandito da segnali dannosi, mentre in natura lo scorrere delle ore e del tempo ha ritmi più sereni, genuini, che segnano la crescita della gioia e si alimentano di essa.

Si tratta quindi di una Natura che non è più quella idilliaca, che trovavamo nell’Arcadia, ma, allo stesso tempo, mantiene ciò nonostante la sua solitaria ed incantata imponenza e una misteriosa quanto avvincente estraneità per l’uomo.

Dove si colloca la sofferenza inflitta coscientemente dall’uomo, all’interno della Natura?

DD

L’esplosione è adesso.
Sono pronto: partiamo! Momenti che ripercorro con la mia inadeguatezza si confondono con il rosso della mia incoscienza. Sono senza una dignità, come tutti voi, perché vivo in costante disaccordo con me stesso e mi nego. Gomorra o Sodoma? A dire il vero entrambe.
Benedico il momento in cui ho deciso di essere il perfetto contrario di quello che ho deciso di essere.

Resto convinto che non lo leggerai mai, DD, o meglio che lo farai ma non come lo leggo io mentre lo scrivo col pensiero. Rovistando dentro ho trovato una prima verità alla quale mi appiglio mentre cado senza velocità contro il nulla. La cosa peggiore è cadere senza mai schiantarsi, non schiantarsi. Similmente la cosa peggiore e perdersi senza mai lasciarsi, non lasciarsi.

Sì. Adesso capisco quella storia dell’oblio. Io adesso lo capisco e la smetto di aprire miliardi di finestre solo per poi richiuderle tutte, una alla volta solo per avere la certezza che chiudere è costruire. Re del mio silenzio, lo capisco adesso, DD. Dì, perché ci hai messo tanto a farmi parlare? E adesso capisco anche questo: ci ho messo tanto perché ero convinto di essermi lasciato, e invece ho realizzato di aver perso.

So che non è un appiglio quello che dovrei cercare per arrestare la caduta nel vuoto senza pavimento. Mento a me stesso se decido di non ammettere che invece sono fermo, immobile, e cerco di sembrare in movimento senza tregua.

Allora: mi decido o no ad ammettere che è aria quella che respiro, così come quella che respiri tu?
E’ cibo quello che mangio, come quello che mangi tu. Sono colori quelli che vedo, così come li vedi tu. È tristezza quella che provo, così come la provi tu.

L’esplosione è adesso.

A Japan diary – Day 20

02.09.15 – Kamifurano

To realise the unimportance of time is the gate of wisdom.
Bertrand Russell

Non demordere, il tempo non sta passando. L’illusione di camminare, mentre si sta saltellando, tra un istante e l’altro. Forse è per questo motivo che la maggior parte delle rane è di color verde. Rana in giapponese si dice カエル (kaeru). Me l’ha ripetuto almeno 100 volte Ansso, la ragazza coreana che tiene in mano la rana qui sotto.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Che allegria che ho, dopo tanta fatica con la schiena a pezzi per la raccolta delle patate, nel vedere il sorriso di Ansso che mi guarda tutta soddisfatta mentre accompagna a mano tutte quelle ranocchiette fuori dai campi dove Tanaka-san passerà con il trattore.

Il suo viso è sublime; mette una pace e tranquillità che difficilmente ho riscontrato in altre persone. Il tutto è accompagnato da una voce dolce. Sembrerebbe una ragazza piuttosto fragile a giudicare da questi aspetti, e invece è tutt’altro che fragile; sotto il suo aspetto così sornione si cela una ragazza forte ed estremamente decisa.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Oggi si lavora soltanto fino alle 15. Dopo aver passato la mattinata sui campi infatti Tanaka-san ci informa che la giornata lavorativa da wwoofer può considerarsi conclusa. Stasera infatti passeremo la serata con lui e con tutta la famiglia.
Subito dopo aver preparato il pranzo allora mi siedo sul divano, come solitamente ho fatto gli scorsi 4 giorni. Mentre cerco di osservare come cambierà la mia vita di lì a qualche giorno, mi sento osservato. Alzo lo sguardo. C’è Ansso che mi guarda, con un taccuino in mano e una matita nell’altra. Mi osserva. Alza lo sguardo, poi lo abbassa e fa partire qualche tratto sul foglio bianco. Ciò che resta dopo questo esercizio di alza lo sguardo/abbassa lo sguardo/disegna è un mio ritratto naturale ed eccezionale.
Non mi è mai capitato di essere ritratto e mi accorgo che il risultato del lavoro di Ansso è qualcosa di speciale e che difficilmente può essere migliorato per quanto riguarda la capacità di cogliere la mia essenza. Rimango sconvolto dal me stesso rappresentato, quando lo osservo.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

La giornata scorre serenamente ed iniziano i preparativi. Tanaka-san ci ha invitato a cena, ma insieme ad Ansso abbiamo deciso di preparare io gli spaghetti al pomodoro, lei un piatto coreano.

La famiglia ci invita ad entrare. Dobbiamo portare un pentolone di pasta e un’altra padella piena di cibo dentro casa Tanaka, fuori piove, e dobbiamo attraversare il cortile sotto la pioggia che ha iniziato a cadere incessantemente. Ci armiamo di buona pazienza e, evitando a saltelli le pozzanghere, ci portiamo all’ingresso della casa in attesa che ci venga aperta la porta.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Quello che ci si para davanti è uno spettacolo bello, unico. Finalmente mi trovo dentro una casa di contadini giapponesi. Non riesco a terminare il pensiero dentro la mia mente che già mi trovo circondato dalla nipote di Tanaka-san, un paio di gatti e una tavola bassa che poggia su un tatami spazioso.

Il livello di gioia è alle stelle. Non vedo l’ora di potermi sedere e assaporare ogni gusto (o quasi) presente su quella tavola.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Iniziamo con un いただきます (itadakimasu, ricevo umilmente), dopo esserci seduti.
Sul tavolo ci sono tante portate, un piatto gigante di riso fa la sua comparsa a distanza di pochi minuti. C’è della birra e viene versata continuamente e reciprocamente.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Tanaka-san ci spiega come fare gli involtini. Si utilizza l’alga nori (海苔) con la quale si avvolge il riso, preso con un cucchiaio da portata dopo averlo riempito con delle verdure o del pesce crudo. L’operazione viene effettuata con le mani, ponendo particolare attenzione a tutti i passaggi e dettagli nella preparazione.

La nipotina di Tanaka-san sembra interessata alla nostra presenza, ma non così tanto come potrebbe essere.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

In effetti noi siamo tutti di passaggio, ma, qui, di persone da tanti posti diversi se ne sono viste tante. Il wwoof è un modo intelligente ed interessante di viaggiare, di fare esperienza e di toccare con mano altre culture. Perché è nella fatica che ci si trova; è il sudore ed il dolore che permettono di stringersi in un abbraccio (culturale); e succede quando ci si solleva dal sentimento oppressivo, quando si trova la libertà (per esempio quella di un pasto). È proprio in quel momento che ci si sente umani e uniti.

La pasta. Ne ho preparata almeno un chilo, senza pensare però che la famiglia Tanaka aveva preparato una quantità sproporzionata di cibo. Ecco. Vedere il signor Tanaka che mangia gli spaghetti con le bacchette è un’esperienza che qualsiasi italiano dovrebbe sperimentare.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

日本は猫の王国です。Il Giappone è il regno dei gatti.

Sì, è esattamente così. Sembra che questi animali siano nati qui ed in nessun’altro posto al mondo. Sarà che il loro carattere pacifico e sornione ricorda molto quello di questo popolo, ma a tutti gli effetti la simbiosi che c’è tra un gatto ed un giapponese è spettacolare. Così la piccola nipote di Tanaka-san si coccola il suo 猫ちゃん (neko-chan, gattino).

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Le coccole per l’altro gatto non mancano ad arrivare. E così, passando di mano straniera in mano straniera, tutti possono accarezzare il gatto mezzo bianco e mezzo nero che finirà, come sembra essere consuetudine in famiglia, tra le braccia di Tanaka-san.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Mentre Tanaka-san accarezza il gatto, tenendolo in braccio come uno di famiglia, mi passano davanti mille pensieri e almeno diecimila sfumature di ognuno di essi. C’è di tutto.
Ci sono altri gatti. C’è roba della mia infanzia. Ci sono stagioni passate guardando gli anime in TV quando ero piccolo. Ci sono stagioni passate a giocare ai videogame. C’è il karate e le lotte per conquistare il primo posto al kumite. Ci sono storie che devono essere raccontate tramite l’esperienza che mi porto addosso e ci sono altre storie che invece hanno fatto il loro corso e non devono essere raccontate affatto.

La mia permanenza qui nella famiglia Tanaka sta per giungere al termine. Domani è l’ultimo giorno e, il pomeriggio, partirò per Otaru. Il tempo si ferma e resto a guardare cosa succede ai miei ricordi quando sono lì, immobili, un attimo prima di essere resi immortali da fatto stesso di viverli.

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Kamifurano – Japan – September 2, 2015

Into the woods

I went to the woods because I wished to live deliberately, to front only the essential facts of life.
And see if I could not learn what it had to teach and not, when I came to die, discover that I had not lived.

Henry David Thoreau

Henry David Thoreau [3]

In ogni caso, il governo non mi interessa granché, e gli dedicherò meno pensieri possibile. Non sono molti i momenti in cui vivo sotto un governo, persino in questo mondo. Se un uomo è libero nel pensiero, nella fantasia, nell’immaginazione, in modo tale che ciò che non è non gli appare mai per molto tempo come ciò che è, non è detto che governanti o riformatori stolti riescano a ostacolarlo.